Rino e la mucca decapitata

Rino e la mucca decapitata

A Story by Salvatore

-È finita. Finalmente se ne sono andati. No, bella la compagnia, mangiare assieme, asciugare due bottiglie di Barbera. Ma a un certo punto è bene che ognuno vada a casa sua a smaltire come meglio crede l’abbuffata. Io, per esempio, ora mi butto sotto le coperte, mia moglie e il piccolo dormono già beatamente, e tra un po’ dormire pure io. Anche perché con tutto il cibo e l’alcool che ho in corpo non credo ci sia altro che possa fare.

Questo fu l’ultimo pensiero che formulo' Rino mentre si sdraiava accanto alla moglie che già dormiva. Poco dopo anche lui, aiutato dal Barbera, perse conoscenza.

Dopo che si fu rigirato un paio di volte trovo' una posizione a lui confortevole e la casa piombo' nel silenzio.


Non sapeva quanto tempo fosse passato quando un rumore lo strappo' al sonno; subito il pensiero ando' al figlio che dormiva nella stessa stanza ma nel suo lettino, attaccato al letto matrimoniale. Resto' in attesa e sentì nuovamente quel rumore ma non era nulla di riconducibile al piccolo. Penso' di essere ancora troppo addormentato e attese ancora un po’. Lo sentì ancora e provo' a sgranare gli occhi per focalizzare la stanza nella penombra creata dalla luce dei lampioni che filtrava attraverso le imposte.

Fu in quel momento che la vide, quell’enorme sagoma al fondo del letto sembrava viva, sembrava muoversi.

-Sarà il mucchio della roba da stirare, ma perché l’ha messo lì?- Penso'. Richiuse gli occhi e si giro' su un lato pronto a riaddormentarsi ma subito un dettaglio di quella situazione lo fece ridestare.

-La roba da stirare non fa rumore. E soprattutto non si muove.

Spaventato trattenne il fiato e, con estrema lentezza, si rigiro' e si tiro' su appoggiando la schiena alla testiera del letto.

-Ciao Rino.

Quella voce strana così profonda e vibrata penetro' nei timpani di Rino con la violenza di un tuono e fece battere il suo cuore all’impazzata. Lui rimase immobile e atterrito a fissare quello strano essere che, in quella poca luce pareva sempre di più somigliare a una mucca.

-Ehi, ti ho salutato. Non mi rispondi neanche?

Rino chiamo' a raccolta tutte le sue forze e si fece coraggio.

-Ehilà… co-come va?

-Non lo vedi da te?- Rispose il misterioso ospite.

-Beh, ti… ti trovo… bene.

Ma non ti sei accorto che mi manca la testa?

Il corpo di Rino fu percorso da un brivido di paura, quell’essere oscuro vagamente somigliane a una mucca e con quella voce vibrata e profonda parlava pur non avendo una testa.

-Allora? Ti sei ammutolito? Non hai mai visto una mucca senza la testa?

-In effetti- rispose Rino, quasi rincuorato dal fatto di aver indovinato di cosa si trattava -un paio di volte mi è capitato. Ma ti posso garantire che non parlavano.

-Ah no, eh? E come mai?

-Beh, perché erano… erano… mucche. Che diamine, le mucche non parlano! Ma cos’è uno scherzo questo? Chi sei? Che cosa vuoi?

A quella domanda la mucca senza testa rispose assumendo un tono affabulatorio -La tua testa, Rino. Io e te possiamo diventare una cosa sola.

-Ma sei scema? Sì che sei proprio una vacca! Solo a una bestia come te puo' venire in mente una cosa simile.- Tuono' Rino ora più indispettito che spaventato. -Ma che cosa sto facendo? Parlo con una vacca? Senza testa per giunta.

-Allora? Che c’è di strano? Io ti sto rispondendo.

Rino comincio' a pensare di essere diventato pazzo. Provo' a svegliare la moglie per chiederle se anche lei vedesse quello che vedeva lui e quasi cadde dal letto per lo spavento quando vide la testa di un koala attaccata al collo di sua moglie.

-Cosa c’è?- Chiese il koala.

-Amore, va tutto bene?- domando' a sua volta Rino con voce tremante.

-Sì, va tutto bene perché?

-No, niente cara, continua a dormire.- Concluse Rino ormai certo di aver perso il lume della ragione.

-Il topolino dorme?- Chiese ancora la moglie marsupiale; Rino, d’istinto, punto' lo sguardo verso il lettino del figlio ma improvvisamente il nomignolo che lui e sua moglie avevano affettuosamente attribuito al piccolo gli fece paura, non oso' guardare veramente quale essere stesse occupando il lettino. Si limito' ad ascoltare e, dopo aver riconosciuto il respiro della piccola creatura, rassicuro' la moglie.

Torno' a rivolgersi alla mucca senza testa che era ancora lì ferma.

-Ascolta, a questo punto potrei anche dartela la mia testa; tanto non funziona più molto bene. Ma, sai com’è, ci sono molto… attaccato.- Detto questo sorseggio' un po’ di amaro dal suo bicchiere. Poi, facendo finta che quella fosse stata la più normale delle conversazioni, si alzo', saluto' il centauro che gestiva il bar e già stava riordinando per chiudere e uscì dal locale.

Quando fu fuori si impose di non pensare di essere in salvo finché non fosse tornato a casa e, mentre sentiva il rumore degli zoccoli della mucca dietro di lui, si chiese come gli era venuto in mente di andare a bere con una mucca senza testa.

I passi della mucca si fecero sempre più vicini, tanto che li sentiva proprio dietro di lui. Quando la mucca lo raggiunse riprese a chiedergli la testa.

-Rino, ti rendi conto che sei rimasto l’unico a non aver ancora unito il tuo corpo con quello di un animale?

-Ma cosa vai dicendo? Lasciami stare.- Rino prese a correre per distaccare l’animale, corse per qualche minuto poi un’altra voce attiro' la sua attenzione: qualcuno lo stava chiamando.

-Rino! Ti muovi? Sei sempre indietro. Per venire a cercare te sono partito in ritardo.

-Ero alla partenza come sempre, Massi. Perché mai sei dovuto venire… Massimo? Cos’è successo alla tua faccia?

-Niente. Cos’ha la mia faccia che non va?

-Hai le orecchie a punta, la faccia tonda e il naso… Massimo tu sei un… maiale!- Sentenzio' Rino ormai in preda al panico, intanto alle loro spalle si sentiva la voce della mucca che chiamava con insistenza Rino.

-Rino, ci conosciamo da quindici anni e da quindici anni non facciamo altro che parlare di donne e sesso! E tu ora, mentre corriamo la Maratona ti metti a dire che sono un maiale?

-Ma hai la testa da porco!- Ribatté esasperato Rino.

-Ho capito, potro' scegliermi la testa che voglio, no?

Su quella Rino si guardo' attorno e noto' che anche gli altri atleti che partecipavano a quella gara erano metà uomini e metà animali. Esausto e confuso decise di fermarsi un attimo per capire cosa gli stesse succedendo. Ando' alla macchinetta del caffè e inserì una moneta. Premette il pulsante accanto alla scritta “Cappuccino” e si appoggio' al muro in attesa che la bevanda fosse pronta.

Immediatamente sentì dei passi, il rumore dei tacchi delle scarpe da donna. E sembravano due.

-Meno, male. Speriamo che una di loro sia quella cavallona di Luisa; così mi rifaccio un po’ gli occhi.- Penso' mentre la sua mente focalizzava il corpo prorompente della ragazza.

Silvana arrivo' proprio mentre Rino prelevava il suo cappuccino dalla macchinetta.

-Ciao Rino, come stai?

Rino rispose prima ancora di voltarsi. -Ciao carissima. Bene. Grazie. E tu? Sei in… oh mio Dio.

-Cosa c’è?- Chiese Luisa -Sto male vestita così?

-No… quella… sella… ti sta benissimo. E’ molto… succinta.- Fu la risposta migliore che venne in mente a Rino.

-Certo, è una sella inglese. Sono meno coprenti rispetto a quelle americane.- Commento' Luisa agitando maliziosamente la coda.

-Ehm, sì. Ho notato. Ora scusami devo andare.- Così dicendo, Rino corse via verso un lungo corridoio al fondo del quale noto' due figure. Non riusciva ancora a distinguerle ma era certo che non voleva fare più incontri per quel giorno. Rallento' e comincio' a camminare per non sembrare spaventato e non attirare l’attenzione di quelle strane figure che sembravano essere in attesa del suo arrivo.

Mentre camminava passo' accanto a una porta, incuriosito guardo' attraverso la vetrata e lì vide la mucca decapitata e di fronte a lei un uomo alto con la testa da aquila. L’uomo con la testa d’aquila gli ricordava tremendamente un suo professore del quinto anno di superiori e gli sembro' che la mucca fosse a colloquio con lui come fanno i genitori degli allievi.

Provo' a carpire qualcosa di quel che diceva il professore.

-...lo so, anche quando era mio allievo era il solito anticonformista paranoico. Tutto quello che facevano gli altri lui non lo faceva per partito preso.

-Non è vero! Coglione d’un prof.! Tutti uguali, pensano sempre di sapere tutto di noi. Altro che aquila, la testa di un asino doveva mettersi!- Si accorse di aver parlato ad alta voce e, prima che i due occupanti di quella stanza si accorgessero di lui riprese a correre. Le due figure al fondo del corridoio erano sempre lì e divenivano sempre più distinguibili: erano le due ragazze con le quali era stato assieme da giovane. Non provo' alcuno stupore nel vederle entrambe mostrare delle maestose code di pavone.

-Ci avrei giurato!- disse mentre correva verso di loro senza alcuna paura prima di ricordarsi che i pavoni mostrano la loro coda in segno di minaccia. Quel pensiero lo fece arrestare di colpo, si volto' e noto' il professore che gli correva dietro con la mucca senza testa al seguito. Si sentì braccato e comincio' a urlare. Urlo' con tutto il fiato che aveva in corpo finché senti qualcosa che lo colpiva ripetutamente sulla nuca.

-Pezzo di idiota! Piantala di urlare. Così svegli il piccolo e lo spaventi.-

Rino riconobbe subito la voce sussurrata ma decisa della moglie che lo redarguiva senza far troppo rumore.

Rino si volto' e con sua grande gioia vide il viso di sua moglie, le sfioro' la guancia con prudenza temendo di sentire la peluria di un koala ma sentì la pelle liscia alla quale era abituato.

-Mmm, che ruffiano che sei.- Fu la risposta della moglie che aveva scambiato quel gesto per una carezza -Adesso mi coccoli finché non mi riaddormento.

-Amore?

-Sì?

-Prima che ti avvinghi a me come un… koala. Volevo dirti che dobbiamo aggiustare quel soprammobile.- Sentenzio' Rino con fermezza.

-Quale?

-La mucca, quella che ho fatto cadere e alla quale si è rotta la testa.

-Sì, bravo. Adesso dormi. E coccolami.


© 2017 Salvatore



Author's Note

Salvatore
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Here you'll find the English version:
http://www.writerscafe.org/writing/Salvatore/1916705/

Posted 5 Months Ago


Yes, looking forward to that English version. In any event - keep writing and writing and writing. It always gets better with each story you complete.
Ciao, JT

Posted 5 Months Ago


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2 Reviews
Added on May 2, 2017
Last Updated on May 2, 2017

Author

Salvatore
Salvatore

San Carlo Canavese, Piedmont, Italy



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I'm an Italian writing enthusiast. Since I was a child I had the passion for writing and on September 11th 2014 I finished my first romance. I also like to shoot photos (not digital!) and play as a d.. more..

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